Darek, please, listen... I'm gonna die under this rhythm, please Darek...Mi sono preparata il discorso: dò il preavviso, non ce la faccio più...
- E come paghi l'affitto? - mi chiede saggio Wilson.
- Troverò qualcos'altro... vicino a casa.
- Trovalo e poi cambia.
- Non ce la faccio più.
- Non è facile per nessuno... è Londra. Cosa credi, che io mi diverta? Anche per me non è la massima aspirazione lavorare qui dentro. La scorsa settimana ho datto 52 ore qui dentro.
- Avrai guadagnato un sacco di soldi.
- Oh, non sai quanti! -
Avverto una punta di ironia - Cosa credi che per noi altri Starbucks sia la realizzazione di una carriera? Siamo tutti stanchi, perchè tutti lavoriamo sodo. Questa è la gavetta. E' il modo per sopravvivere qui. -
Lo so, lo so - Ogni posto altro posto di passaggio sarà uguale a questo, comunque. -
Lo so, lo so - Focalizzati sull'inglese e sulla ricerca del tuo lavoro. Ma non perdere la possibilità di pagare l'affitto con questo lavoro. Ce la puoi fare.
Lo guardo con le lacrime agli occhi, ma non piango e non parlo.
Lo so, non lo dico più... penso i
sìsì strafottenti dell'inizio, gli
okok menefreghisti e i
lo so fuggitivi. Li penso, ma non lo dico.
Sto zitta e ascolto.

Wilson ha ragione.
Sono solo tanto stanca...
tanto stanca...
Ma guardo fuori ed è una giornata fantastica...
e ora, quando arrivo qui al mattino albeggia finalmente.
Albeggia...