venerdì 11 gennaio 2008

QUEL CHE RESTA DELL'AMOR PATRIO

- Rieccomi!
- Era ora.

Ore 10,35 am rimetto il grembiule dopo minuti DIECI di pausa in cui ho fatto merenda, pipì e sosta su sedia nel gelido ufficio.

- Ho preso 13 minuti...

Lo dico per correttezza, non so perchè lo dico, ma l'ho detto.

- Eh!
Mi fa Darek col mezzo sorriso.

- Eh, che?

Piove e ho la luna storta: la possibilità di una discussione mi attrae moltissimo. Ma so che dovrò mordermi la lingua. A sangue probabilmente.

- Ti avevo detto ten minuts break.

Una parte di me vorrebbe dire "Sorry" e tirare dritta, ma l'italiana vigorosa scalpita!

- E io li ho allungati: non c'è nessuno e ho dovuto fare pipì. Prenderò 3 minuti in meno dopo.

Le nostre pause d'aria durano 10 minuti e 30 minuti (se si fanno 8 ore, ovviamente), oppure 20 e 20. Penso che in prigione stiano meglio... se non altro i detenuti hanno un sacco di tempo libero e possono andare in bagno quando vogliono.

La mia anima indomita e polemica soffre ogni giorno le pene dell'inferno, ma per ora soffre in silenzio.

- E' per questo che la vostra economia va male!


Realizzo che con vostra si riferisce all'Italia... - Cosa, scusa? L'economia del mio paese va male perchè io ho preso ben TRE, DICO TRE MINUTI IN PIU' DI PAUSA?

-YES. Voi italiani siete così... tranquilli...meno lavorate meglio state.

- WHAT?

- Se lavoraste di più l'economia andrebbe meglio.

ITALIANI POPOLO DI CATTIVI LAVORATORI? SCANSAFATICHE?!

Ok, forse qualcuno...
soprattutto in certi uffici pubblici...
ma mica si può generalizzare così!
AHO!!!

- Tutto è pubblico qui. Ma se ti riferisci alla tua burocrazia, quella è il massimo...è amazing!

AMAZING?! Sfotte?!
Prosegue:

Voi siete fatti così: appena potete fate finta di lavorare e riposate. Se vi deste da fare tutto il Paese starebbe meglio.

Ecco un manager di Starbucks bisogna chiamare per mettere a posto le cose.

- Non vuoi italiani a lavorare da te?

- Non è questo...ma se proprio dovessi fare un elenco nazionalità / gradimento voi siete al 40-45esimo posto.

Pizza, pasta, mandolino, mafia e scansafatiche... bella fama ha il mio BEL PAESE!

- E' che è tutto corrotto da voi, quindi nessuno si lamenta più.

- Non è vero!!! Queste generalizzazioni sono sbagliate: non si può!

Per un attimo mi fermo... qui non apprezzano le discussioni... forse non ne vale neppure la pena... forse, però, non ha tutti i torti... Oh My God! ...il mio fiero sentimento nazionalistico? Eccolo:

- Io mi faccio un XXXX tanto qui. E non sono l'unica: tutti gli italiani qui se lo fanno! Cosa che puoi toccare con mano. E poi, come dappertutto, anche in Italia c'è chi fa di più e chi fa di meno.

- Voi siete qui perchè la pensate come me. E riuscite ad essere buoni lavoratori rispetto alla vostra media nazionale, non alla media internazionale.

...penso ai motivi futili che possono portare a una guerra tra popoli... una guerra Italia - Polonia... potremmo risolvere il tutto con una bella partita di calcio...

- Tu stai a lamentarti...

- Non mi lamento, racconto! ...parlo!

- ...quando sono arrivato a Londra facevo due lavori: dalle 8 alle 4 in un bar e dalle 5 alle 11 in un pub, mi alzavo alle 6 e arrivavo a casa a mezzanotte, 7 giorni su 7, senza un giorno off per 6 mesi.
Bravo! Bravo, bravo: cos'è una gara? Hai vinto! Penso ai miei prossimi 4 giorni di prima linea e mi sento male dalla stanchezza. Hai vinto. Taccio e sorrido... è un ghigno, più che un sorriso...

Povera me...
e povera Italia!
...Animo, animo!

- Va be', io quando c'era la guerra facevo dieci chilometri al giorno a piedi nudi nella neve!

I love melodramma!
...Darek non molto, mi guarda e sorride...
...we are lost in translation!

- Se vuoi puoi farmi ricredere.

Una sfida? Adoro le sfide!

- Certo, che lo farò! Of course!!

...siamo grandi bluffers noi italiani...

PURPLE RAIN

...purple rain...
...purple rain purple rain...
...Zeus pluvio, mi viene da dire rimembrando il greco antico...

IO ODIO 'STA PIOGGIA
...sono bagnata fino alle ginocchia...
e tutto perchè m'è toccato andare a fare supplenza al 388...

SGRUNT

IO ODIO LA PIOGGIA

...non so se è la pioggia che mi mette il malumore
o il mio malumore che fa piovere...

La giornata è cominciata male...

E ora che sono tornata alla base mi tocca lavorare coi piedi bagnati...

Su una cosa mi fermo a riflettere, con un sorriso...
sono arrivata al 388 alle 8 e la tipa che mi aspettava m'ha messa a lavorare senza avermi neanche salutata...
poi, in un momento di calma, m'ha chiesto come mi chiamo...

- ah, you are the writer!

- e come lo sai?

- noi sappiamo tutto! siamo una grande famiglia!!

Sorrido e tremo...

...il Grande Signor Starbucks Mi Vede...Mi Guarda...

giovedì 10 gennaio 2008

CUSTOMIZATION

A me gli occhi Siore e Siori, a me gli occhi!

Dopo i tre mesi di Natale (che è un po' come il brodo di pollo... un po' allungato è più leggero e digeribile, troppo annacquato perde il suo sapore!), eccoci pronti per una nuova stagione.

Sono entrata stamattina e mi sono trovata tutto cambiato... quadri, poster, panini, dolcetti, cioccolate, tazze...

LIGHT, ORGANIC, FARETRADE sono le 3 parole più ricorrenti...

LIGHT?

ORGANIC?

FARETRADE?

Lasciamo stare...rischio di essere polemica, oltre che cinica.

- La parola d'ordine della nuova promozione è CUSTOMIZE! - mi spiega Darek - Bisogna invitare il cliente a provare nuove cobinazioni. -

Parla piano e mi guarda come fossi ritardata.

- Ok...ok...

- Skinny latte? Any syroup? Cream? Any cake?

- Ok...ok...

- Do you understand?

- Ok...

- Non ripetere ok.

- Ok, cioè sì.

- Bisogna arrivare a 180 Add al giorno.

- Ok...

- Che significa?

- Che bisogna cercare di convincere uno che vuole il suo normale buon cappuccino a infilarci qualcosa di nuovo e strano...uno sciroppo, un biscotto... qualcosa che non vuole, perchè se lo volesse lo chiederebbe da sè.

- 180 Add al giorno.

- Ok!

- Don't say ok. Basta ripetere ok!

Non dico nulla. Che posso dire? Cerco di memorizzare i nuovi nomi di muffin, torte e tortine.

- Queste campagne se le inventa lo stesso che dà i nomi ai dolci?

- C'è un ufficio apposta.

Voglio il trasferimento!

Customizzare il CUSTOMER. Interessante...sarà un ottimo esercizio per il mio inglese!

mercoledì 9 gennaio 2008

GLOVES

Sole, sole, vento, poi d'improvviso grigio, pioggerella leggera e poi di nuovo il sole.

- Sorry, avete trovato un guanto?
- Un guanto?
- Sì, un guanto, come questo - la ragazza mi mostra un semplicissimo guanto nero che una lettera dorata sul polso - solo la mano sinistra.
- No, non credo.


Non lo so, può essere... qui la gente lascia un po' di tutto e quello che troviamo lo mettiamo in ufficio in attesa che qualcuno venga a reclamarlo. Ci sono sciarpe, cappelli, giacche, maglioni che nessuno è mai tornato a chiedere. E poi ci sono fortunati che hanno lasciato borse, cellulari, chiavi della macchina, libri e macchine fotografiche che noi abbiamo salvato dalle grinfie del primo venuto. La settimana scorsa un padre è tornato a vedere se aveva lasciato qui la sua videocamera digitale: sì l'aveva lasciata e ha avuto la fortuna di ritrovarla. Gli abbiamo ridato anche le scarpine del figlio, non si era neppure accorto di averle perse. La gente è strana!

In ufficio comunque il guanto non c'è.

- Quando lo hai perso?
- Questo pomeriggio.
- E lo hai perso qui?
- Sì. Credo. Sono entrata qui con entrambi i guanti, e poi non so dove ho lasciato il sinistro.

Io non ho trovato niente, chiedo alle altre.

- Niente mi dispiace. Ma se salta fuori

Non mi lascia finire e si mette a vagare per il bar. Fa spostare la gente, fruga ovunque.

- Che ha perso? - mi chiede Arancia
- Un guanto?
- Un guanto?
- Sì, hai trovato un guanto?
- No. Ma anch'io ne ho persi tanti.

Dopo aver perlustrato ogni angolo la ragazza torna da me.

- Se salta fuori?
- Se salta fuori te lo tengo. Se vuoi posso chiamarti.
- Puoi darmi il vostro numero? Vi chiamo io!
- Va bene.

Mentre le annoto il numero su un pezzetto di carta, la ragazza inizia a raccontare:

- E' molto importante per me quel guanto. Non è solo un guanto. O meglio, forse è solo un guanto. Dovrebbe essere solo un guanto. Lo vorrei, lo pensavo in fondo. Avrei dovuto buttarli. Avrei dovuto buttare tutto...

Non so se piangere o ridere.

...ma come faccio con un guanto solo? Come faccio? Non posso aver perso il guanto. Sapevo che dovevo lasciarlo a casa. Tanto poi non li uso mai, però li porto sempre con me. Lo sapevo, lo sapevo che qualcosa oggi sarebbe andato storto. Era nell'aria.

- Torna a lavorare, - mi rimprovera Arancia - è solo un guanto: se lo troviamo lo mettiamo da parte. Chi lo vuole un guanto spaiato?

Mi rendo improvvisamente conto che la ragazza non è poi così giovane come pensavo. Piccole rughe intorno agli occhi e una pelle sottile rivelano qualche anno in più. E' bella, eppure una luce triste negli occhi la offusca quasi totalmente. Come faccio io? La saluto e me ne vado? Un po' di umanità, insomma!
Oddio, la ragazza piange. Non so se ridere o piangere: la situazione è decisamente da comica, eppure è tragica. Non so niente di quel guanto eppure sento tutto.

- Dove sei andata dopo essere uscita da qui?
- Verso la tube, per andare a casa.
Io perdo spesso i pezzi... o meglio non mi ricordo più dove lascio le cose. Non le perdo, semplicemente non ricordo dove sono e l'unico modo per ritrovarle è procedere in modo analitico. Gli oggetti non scompaiono.

- E non ti sei fermata da nessuna parte?
- A fare la spesa.
- Magari lo hai perso lì il guanto.
- Non lo so. Sono sicura di essere entrata qui con tutti e due, poi non so più. Devo andare. Vado a vedere. O forse no. Forse non devo...qui non fa freddo non ho bisogno dei guanti. Non ho più bisogno dei guanti. Forse tutto si sta sgretolando perchè è giusto così. Forse è solo il naturale evolvere del tempo, devo accettarlo. Una mattina ti alzi e sono già passati tre mesi che non lo vedi. Ricordi il suo odore, ma non esattamente il tocco della sua mano. Senti chiaramente il suono della sua voce e tremi al pensiero di dimenticare...

Ora piango. Io sono una persona sensibile!!!

...una volta dimenticati i particolari, mi resteranno i ricordi più grandi.... Avremmo dovuto fare più foto. Abbiamo fatto così poche foto. Perchè ne abbiamo fatte così poche? Abbiamo rimandato. Mai rimandare. Ma ora? Ora devo tenere care le sue cose. Prove tangibili. Perchè tra poco il ricordo si confonderà nel sogno...

Mi guarda e non mi vede, ho la netta sensazione che stia vedendo altro.
...che devo fare?

E io cosa posso dire? Che cosa vorrei sentirmi dire? Che cosa vuole sentirsi dire?

- Vai al supermercato, fai la stessa strada che hai fatto per tornare a casa la prima volta. Controlla bene dappertutto. Domani potresti pentirti e sarebbe troppo tardi. Fallo, anche se non sei convinta: se lo trovi, bene; se no era destino. Chiudi il guanto che ti resta nel fondo di un cassetto e non aprirlo più. Pensa solo che il giorno in cui ti ricapiterà in mano sorriderai e non farà più così male.

Siamo patetiche... lo so. Ma almeno io sto facendo esercizio di conversation!

martedì 8 gennaio 2008

CHI ARRIVA E CHI PARTE


- Magda se ne va? E dove va?

- Ha dato il suo preavviso.

- E chi lo sa.

- Raggiunge il fidanzato su al nord.

- Ma non voleva tornare in Polonia?

- Se è per questo voleva anche diventare Supervisor.

- Aveva anche fatto il colloquio.

- Era già in traning.


- Magda, te ne vai?

- Come lo sai?

- Lo sanno tutti. Ma non volevi diventare Supervisor? Torni a casa?

- No, raggiungo il mio fidanzato.

- Quello che ti ha portata a Londra?

- Sì.

- Quello che ti ha mollata a Londra da sola?

- Sì.

- Quello che avevi giurato di non perdonare.

- Sì.

- Ma ti dispiace lasciare Londra?

- Sì, moltissimo.


Mi dispiace... Magda è simpatica. Parla poco, ma credo sia di carattere silenziosa.

Ha sempre i turni del mattino. Sempre. 5,30-1,30 da lunedì a venerdì.

Bella sfiga penserete... non è così. Bel culo, se come me, poi hai altro da fare: la mattina è più bella e passa più in fretta.

Magda voleva le mattine. Mattine che ha sempre fatto con Darek.

Solidarietà fra connazionali.

Ora avrò qualche mattina in più!

Non tutte, perchè io non sono polacca.



- Anche Cris se ne va.

- Cris?

- Sì, va in Italia.

- Oppure torna in Brazile, non ha ancora deciso.

- E' stanca di Londra.


Ma come si fa ad essere stanchi di Londra?


- Non sono stanca di Londra, ma il mio ragazzo

- Allora non torni in Brasile?

- E come faccio a tornare in Brasile adesso?

- In aereo...

- Vengo da un paesino di 500 mila persone che nessuno al mondo conosce, dove esci di casa la mattina e non sai se ci farai ritorno a sera. Vengo da un paese dove si vive con la paura di essere borseggiati, picchiati, uccisi. Londra può sembrare pericolosa, ma in confronto a certi posti è un paradiso.

- E vai col fidanzato dove vuole lui?

- No e sì. In Brasile avevo due sogni: vivere a Londra per un po' e andare in Italia. la mia famiglia è di origini italiane. I miei bisnonni erano italiani, di Mantova. In fondo torno a casa.

- E in Brasile?

- Tornerò, forse, un giorno.


C'è chi va e c'è chi viene.


- E da marzo avette un nuovo manager mi spiega Darek.

- Anche tu te ne vai?

- Passo a un altro store.

- Perchè? Questo posto ti piace, conosci la gente, la gente ti conosce...

- Sono qu già da più di un anno. Quindici mesi a fine febbraio: è tempo di andare.

- Ma perchè?

- Ho bisogno di nuovi stimoli. Conoscerò altra gente, nuovi clienti e imparerò i loro gusti.


Ricordo quando mi ha detto, in una delle nostre prime chiacchierate "Easy is boring. E lo pensi anche tu, se no non saresti qui".


E' vero. Lo capisco. Perfettamente. Facile è noioso.

E' vero. Li capisco. C'è un tempo per tutto: partire e tornare, andare e venire. Sì, alla fine si torna. Tutti tornano. Quando è il momento, non un minuto prima, non un minuto dopo. Da casa si parte e a casa si torna: il cerchio si chiude.

Ma non ora.

Ma per ora godiamoci il viaggio.

mercoledì 2 gennaio 2008

UNDER THE BRIDGE


- Che giornata...

- Tipico tempo londinese...pioggia e vento!

- ...ancora casa mi trovo a cercare... - mi dice la ragazza italiana che passa per un cappuccio tutti i giovedì prima della sua lezione di yoga - ...di nuovo... dopo appena tre mesi... questa è la quinta volta in due anni.

- La ricerca di una casa a Londra è un bel problema.

- Io cerco una stanza, mica una casa. E non ho particolari esigenze, solo una stanza degna di questo nome e l'utilizzo di una cucina e di un bagno che a tali assomiglino.

Ecco che iniziano le richieste!

Londra è cara - e qui cado nel banale -, basti sapere che una stanza singola costa in zona 1 e 2 costa come un appartamento medio italiano e una doppia viaggia sui prezzi di una casa indipendente della bassa padana... ma è Londra! Bisogna prepararsi psicologicamente, fisicamente ed emoticamente.

- Bisogna adattarsi.

- Oggi ne ho viste 4, ieri me ne sono passata 2 e domani me ne aspettano altre 4. Tre giorni interamente dedicati alle case....dopo una settimana di ricerca online, telefonate e riflessioni. Perchè ormai mi muovo solo dopo attenta selezione.

Tutti qui si muovono a seconda di prezzo, area, condizioni dell'edificio, coinquilini, forniture. Geleralmente proprio in questo ordine.

- E com'erano?

- Come sempre: catapecchie in ottima posizione o splendide soluzioni in culo al mondo. Ieri ho cominciato con una stanza in affitto da una vecchia signora piegata a metà dalla gobba. La tipica signora inglese (a parte per la gobba) che parla come un razzo con un filo di voce e pensa solo al suo grasso gatto persiano. La signora ha al momento disponibile una delle tre stanze verdi pisello in una grande casa verde bottiglia, tre stanzette vecchie e male arredate che affitta a studentesse e a giovani lavoratrici , concedendo loro solo il beneficio del bagno. E che faccio: mangio in camera solo panini e precotti?

Io al momento vivo di quelli, anche se ho una grande cucina... come sempre, chi ha il pane non ha i denti.

Dopo quella ho trovato la mia casa ideale, ho dovto camminare venti minuti dal capolinea del 22 costeggiando un cimitero, però poi sono arrivata! Una casa da fiaba... grande, ben arredata, accogliente, coinquiline carinissime... ma assolutamente fuori da mondo. Un vero peccato.

Le case belle ci sono anche a Londra, nascoste bene, ma ci sono... e generalmente sono troppo care o decisamente troppo scomode.

E così sono finita a vedere l'occasione dell'anno: prezzo stracciato per stanza carinissima in centro. Black House, World's End Passage, il nome avrebbe dovuto mettermi in preallarme... e di quartieracci e faccette ne ho visti... Per le scale è tutto, mi fanno luce con una torcia dal secondo piano dove m'attende un arabeggiante trentacinquenne in tuta e canottiera e con la canna in bocca - cosa che avrebbe anche potuto avere i suoi pro - e ho pensato: a chi ho lasciato indirizzi e orari? A nessuno. Qui mi danno una botta in testa e nessuno se ne accorge per giorni. Non è per essere tragici... ma con quello che si sente in giro... io non sono razzista...

Era lui a essere moro! penso io molto intensamente.

...ho preso e ho fatto fuga...

L'avrei forse fatto anch'io.

... e così la ricerca continua, ben sapendo che dopo la scelta dovrò essere scelta.

- Ma ora dove stai? - domando anche se so che Arancia mi guarda e controlla... non vuole che perda tempo coi clienti... ma io sono qui per questo!

- Fulham, ottimo quartiere, ma passo due ore al giorno sui mezzi. Prima stavo a Camden Town in casa con altre due ragazze e tre ragazzi: divertente, ma faticosissimo! Esattamente il contrario della precedente sistemazione a Sloane Square: cara, noiosa e troppo costosa, ma era la soluzione migliore dopo tre mesi in una minuscola casa a nord di Notting Hill con una vedova e i suoi cinque figli... periodo terrribile.

La peregrinazione non mi stupisce. Guardo l'amica italica tra il comprensivo e il soffocato: mi ha sommersa di parole dal fronte, mentre da destra mi hanno sommersa di tazze vuote da riempire.

- Cambiare è stressante e faticoso e costoso...

- ...ma anche molto interessante...

- ... e permette di conoscere gente e luoghi.

Questo sì che è ottimismo italico!

Qualcuno mi tira per la camicia, - Allora?! - mi fa Arancia - Lavori o parli?!

- Lavoro e parlo!!

L'alleata italica mi guarda con triste comprensione.

- A presto, scappo a yoga, che oggi è più utile del solito.

- In bocca al lupo per la casa!

- Ne avrò bisogno, fuori fa un freddo porco, mica posso finire under the bridge. Ma troverò e, nel caso, cambierò ancora!

Coraggio italico! Convengo con lei su tutto. Guardo fuori: cielo da neve e vento forte dalla Siberia... le previsioni non sono buone, ma passerà...come forse ho già detto: cuor allegro il ciel l'aiuta!!


martedì 1 gennaio 2008

N Y


- Oh God, you didn't sleep a lot.
- Eh?

Darek mi guarda come fossi un'aliena. Per via delle borse sotto gli occhi.

- Iniziato bene l'anno?
- Poco caffè e molto alcool.

Mi sorride un po' come a voler dire "Eh-eh, non hai il fisico!"
Non come voi polacchi, mai come loro inglesi, ma il fisico ce l'ho e come.
Del resto sono qui, invece che sdraiata sul pavimento del bagno.
Anna, invece non è arrivata...assenza ingiustificata e non comunicata... è la seconda volta di due settimane... è nei casini... ma da domani... per oggi nei casini ci siamo noi.

- Happy New Year!

- Happy 2008!

Il 2008 sarà all'insegna del lavoro duro e della dolcezza...
lo inizio con 7 ore di lavoro duro e un caramel macchiato.
- Tre shoots, please!
Il caffè mi sveglia, il caramello mi tiene su... anche il morale!

- Allora, buoni propositi per il 2008?
- Partecipare alla maratona di Londra!

Darek non trattiene la risatina.

Ho un sacco di buoni propositi... come ogni anno... come tutti...

N Y non sta per New York, sta per New Year...

Guardo l'ora e sono già le 5.
- Oh God!!
Il tempo vola anche quest'anno...
e il desiderio di sdraiarmi a terra è incredibilmente forte.
Sono piena di buoni propositi per il 2008, ma non ne ricordo più neppure uno...
un tempo facevo la lista... quest'anno non ne ho avuto il tempo...
lista troppo lunga...
sul podio abbiamo comunque sempre:
* essere forte
* lavorare sodo
* sorridere sempre

Anno nuovo e propositi rinnovati...
...riciclati! Decisamente ecologico.
Città nuova e gente diversa...
...ovunque comunque spesso (e volentieri) egoista ed insensibile.

Spiegatemi, spiegatemi vi prego, perchè se stasera chiudiamo alle 6 - DATO CHE E' FESTA ANCHE PER NOI SFIGATI BARISTI - dovete imporvi per cercare di stare 5 minuti.
- Fuori fa freddo.
E chissenefrega?!
Apriamo la porta, così fa freddo anche dentro!

...egoismo da cliente:
- l'ho già detto/scritto, ma mi ripeto, perchè repetita iuvant -
tutti, ma proprio tutti, dovrebbero fare 7 giorni di lavoro al bar, per CAPIRE e RISPETTARE IL LAVORO DEGLI ALTRI!!
Le 7 ore di lavoro duro sono diventate 8 ore di lavoro forzato...
ora mi sdraio a terra e mi riposo,
chiudo gli occhi per qualche minuto e riprendo a respirare...
...devo respirare...
...prendere fiato...
Devo imparare!